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CREDITO D'IMPOSTA PER LA TRANSAZIONE 4.0

CREDITO D’IMPOSTA PER LA TRANSAZIONE 4.0: COME CUMULARE LE AGEVOLAZIONI

La Legge di Bilancio 2020 ha formalizzato le linee guida per le agevolazioni riguardanti il Piano Nazionale Impresa 4.0:

  • sostenere più efficacemente il processo di transizione digitale delle imprese, la spesa privata in ricerca e sviluppo   e   in   innovazione   tecnologica, anche    nell'ambito dell’economia circolare e della   sostenibilità   ambientale, e l’accrescimento delle competenze nelle   materie   connesse   alle tecnologie abilitanti il processo di transizione tecnologica e digitale;
  •  razionalizzare e stabilizzare   il   quadro agevolativo di riferimento in un orizzonte temporale pluriennale, compatibilmente con gli obiettivi di finanza pubblica.

Il comma 184 dell’articolo 1 della Manovra introduce 3 diversi Crediti d’Imposta:

  • il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali (commi 185 – 197);
  • il credito d’imposta per attività di Ricerca, Sviluppo, Innovazione tecnologica e Design (commi 198 –209);
  •  il credito d’imposta per formazione 4.0 (commi 210 – 217).

Le imprese possono mettere a sistema i bonus vigenti, godendo della massima capacità agevolativa ammessa, che risulta inconfutabilmente anche dal regime di cumulo applicabile.

CREDITO D’IMPOSTA PER INVESTIMENTI IN BENI STRUMENTALI

Si tratta dell’evoluzione 2020 di super e iper-ammortamento:

•    per gli investimenti aventi ad oggetto beni “ordinari”, diversi da quelli 4.0 ricompresi nell'allegato A, il credito d'imposta è riconosciuto nella misura del 6% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro;

•    per gli investimenti aventi ad oggetto beni materiali 4.0, il credito d'imposta è riconosciuto nella misura del 40% dei costi sostenuti, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, e nella misura del 20% del costo, per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro;

•    per gli investimenti aventi ad oggetto beni immateriali 4.0 ricompresi nell'allegato B, il credito d'imposta è riconosciuto nella misura del 15% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 700.000,00 euro.

La Legge di Bilancio specifica che il “credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive di cui al periodo precedente, non porti al superamento del costo sostenuto”.

CREDITO D’IMPOSTA R&S, INNOVAZIONE E DESIGN

Per il 2020 (periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019), la disciplina del credito d’imposta R&S ex art. 3 D.L. 145/2013, operativo dal 2015, è stata sostituita dalla Legge di Bilancio 2020.

L’incentivo abbandona oggi la logica incrementale in relazione un parametro storico fisso di riferimento (media 2012 – 2014) per acquisire natura volumetrica. In particolare:

per le attività di R&S, il credito d'imposta è riconosciuto in misura pari al 12% della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 3 milioni di euro;
per le attività di innovazione tecnologica, il credito d'imposta è riconosciuto, separatamente, in misura pari al 6% della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 1,5 milioni di euro;
per le attività di innovazione tecnologica finalizzate al raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, il credito d'imposta è riconosciuto in misura pari al 10%;
per le attività di design e ideazione estetica, il credito d'imposta è riconosciuto in misura pari al 6% della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.

La Legge di Bilancio 2020, con riferimento alla nuova versione del bonus, conferma la cumulabilità (comma 204, art. “il  credito  d'imposta  è  cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi  costi,  a  condizione che tale cumulo,  tenuto  conto  anche  della  non  concorrenza  alla formazione del reddito e della base  imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive di cui al periodo precedente, non porti al superamento del costo sostenuto.”), specificando tuttavia che il costo deve essere assunto al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili (comma 203 dell’art. 1 della Legge 160/2019).

CREDITO D’IMPOSTA FORMAZIONE 4.0

Scopo della misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 e successivamente prorogata con modifiche dalle Leggi di Bilancio 2019 e 2020, è sostenere la formazione del personale per l’acquisizione o il consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese. Sono ammissibili le spese in attività di formazione, con riferimento al solo costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui è occupato in attività di formazione.

Quanto all’intensità agevolativa, per il 2020 (periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019):

  • per le piccole imprese, il credito d’imposta è attribuito nella misura del 50% delle spese ammissibili, con un limite massimo annuale di 300.000,00 €;
  • per le medie imprese il credito d’imposta è attribuito nella misura del 40% delle spese ammissibili, con un limite massimo annuale di 250.000,00 €;
  • per le grandi imprese il credito d’imposta è attribuito nella misura del 30% delle spese ammissibili, con un limite massimo annuale di 250.000,00 €.

La misura del credito d’imposta è comunque aumentata per tutte le imprese, fermi restando i limiti massimi annuali, al 60% nel caso in cui i destinatari delle attività di formazione ammissibili rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati, come definite dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 17 ottobre 2017.

Nel caso in cui, invece, i costi agevolabili siano i medesimi (e l’aiuto alla formazione concorrente con il credito d’imposta in esame abbia a oggetto anche i costi del personale impegnato nelle attività di formazione), l’impresa dovrà verificare che il cumulo dei due incentivi non superi l’intensità massima prevista dallo stesso regolamento per gli aiuti alla formazione (50% di tutti i costi ammissibili nella generalità dei casi).

Qualora il credito d’imposta Formazione 4.0 interessi personale dipendente in relazione al quale l’impresa benefici anche di altri aiuti concessi per finalità diverse - come, ad esempio, nel caso di un aiuto concesso per l’assunzione di un lavoratore svantaggiato che sia impegnato anche nelle attività di “formazione 4.0” - il calcolo del beneficio spettante deve essere effettuato assumendo la retribuzione lorda maturata in relazione alle ore o alle giornate di formazione, al netto della quota di retribuzione coperta dall’aiuto all’assunzione.

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